Preistoria
il territorio agrigentino in epoca preistorica
Conosciuta per la grandezza e l'opulenza dell'epoca greca, a cui comunemente si fa risalire l'inizio delle sue cronache, Agrigento ed il suo territorio - proverebbero quella teoria geologica che vuole la costa africana essere stata connessa a quella siciliana. Le testimonianze che sembrerebbero provare tale ipotesi, e che hanno scatenato non pochi dissensi, sono state raccolte, negli anni, da Gerlando Bianchini, fondatore del Centro Siciliano di Studi Preistorici, e dalla sua èquipe. Nella fascia costiera agrigentina ed in quella meridionale della provincia di Trapani, sono stati rinvenuti palesi segnali (tra i quali anche arnesi da lavoro) della presenza umana, già 1.000.000 di anni fà. Le scoperte più rilevanti riguardano il ritrovamento nella contrada "Cannatello" ( a circa 10 km a Sud-Est da Agrigento) di un cranio femminile appartenuto - 500.000 mila anni fà - a quella che è stata battezzata la "Ragazza di Mandrascava", ed il rinvenimento, sempre nella medesima zona, di tracce - anche questi risalenti a 500.000 anni fà - di un focolare e di ceneri combuste. Tali scoperte indicherebbero la presenza dell'Homo erectus nel territorio agrigentino prima del paleolitico inferiore.

“Gli Acragantini ad Athena Lindia le primizie del bottino da Minoa”
(Jacoby, FGrHist 532 F30). La ripresa dei rapporti con Gela avviene allorché Gelone, salito al potere a Gela intorno al 491/0 a.C., stringe un’alleanza con il nuovo tiranno di Akragas Terone, di cui, probabilmente, ne favorisce l’ascesa (488/7 a.C.). Una politica di matrimoni incrociati vede Gelone sposare la figlia di Terone, Damarete, mentre lo stesso Terone, in seconde nozze,