Il quartiere ellenistico-romano si trova in Contrada S. Nicola e copre un’area di circa 15.000 metri quadrati. Lo scavo dell’area, condotto negli anni ‘50 del XX secolo, ha portato alla luce un sistema stradale ad assi ortogonali, secondo il cosiddetto “canone ippodameo”. Quattro stenopoi/cardines paralleli con orientamento nord-sud, larghi 5 m e distanti fra loro 35 m, intersecano a nord l’odierna Strada Nazionale n. 118, la quale probabilmente ricalca il tracciato di un’antica plateia/decumanus.
Questa era larga circa 11 m, a differenza delle altre plateiai ad essa parallele, caratterizzate da un’ampiezza massima di 7 m. La plateia maggiore era provvista di marciapiede e di pavimentazione ad opus spicatum realizzata in mattonelle di cotto, pertinente alla fase più tarda (III-IV sec. d.C.). Il sistema ortogonale di stenopoi individua unità abitative separate fra loro da stretti intercapedini (ambitus). L’impianto originario sembrerebbe risalire al IV o al III sec. a.C., ma è probabile che la sua definizione urbanistica vada attribuita alla fine del I sec. a.C. e che il quartiere sia rimasto vitale fino alla tarda età imperiale, per poi essere abbandonato e in parte occupato da un sepolcreto. Le tipologie abitative sono varie: case ellenistiche con ampio cortile a peristilio si alternano a quelle di tipo pompeiano con atrio compluviato di tipo italico, case ad atrio semplice, tipologie ibride fra casa urbana e abitazione rustica. Il materiale da costruzione è la pietra arenaria locale e la decorazione interna è spesso di alto livello: intonaci dipinti si accompagnano a un ricco campionario di pavimentazioni musive, da quelle più semplici di età repubblicana alle più elaborate di epoca imperiale (fino al III secolo d.C.).