Storia

AKRAGAS: L'eta romana
AKRAGAS E ROMA
D opo la breve parentesi costituita dalla presenza del sovrano epirota Pirro in Sicilia nel 278 a.C., Akragas venne conquistata nel 262 a.C. dai Romani (Polibio I, 16-19) durante la Prima Guerra Punica. Sebbene ripresa dai Cartaginesi nel 255 a.C. (Diodoro Siculo XXIII, 18,2), alla fine della guerra Akragas entrò a far parte della provincia di Sicilia. La Seconda Guerra Punica vide la città di nuovo in mano cartaginese (216 a.C.) come ricorda lo storico romano Tito Livio (XXIV 35,3). Qualche anno più tardi, nel 210 a.C., il console romano Valerio Levino la riconquistò, saccheggiandola. L’identità greca di Akragas si andava ormai perdendo nell’integrazione nella provincia romana di Sicilia. Un’iscrizione (I.G. XIV 952) su tavola di bronzo, custodita al Museo archeologico di Napoli e contenente un decreto di proxenia a favore di un personaggio, Demetrio di Diodoto, è testimonianza dei rapporti che intercorsero tra Roma e Agrigento, ma è anche indicatrice degli istituti politici esistenti nella città dominata. Sulla scorta dell’analisi epigrafica, si data la tavola tra la fine del III sec. a.C. e la fine del II sec. a.C. Nel documento spiccano l’indicazione del magistrato eponimo (lo hierothutas), presidente della boule, della tribù che godeva della proedria, del proagoron, del segretario e della data (il dodicesimo mese, Carneio); vengono menzionati i due organi deliberanti ossia l’halia (Assemblea generale del popolo) ed la synkletos. La synkletos era una sorta di Senato cittadino formato da 110 membri, di cui la boule rappresentava solo un terzo, 37 membri. La tripartizione della synkletos riflette la tradizionale divisione politica della cittadinanza nelle tre tribù doriche, in uso appunto in quasi tutte le città di tradizione greco-dorica. Da ciò si evince che Agrigento, seppur sotto la dominazione romana, conservò complessivamente intatta la propria costituzione. Dal testo del decreto si evince che gli anziani della synkletos inviarono la tavola a Demetrio direttamente a Roma, come testimonia lo stesso luogo di rinvenimento della tavola, dove fu la Curia Romana. L’invio della tavola a Roma, fa pensare che Demetrio risiedesse ivi come peregrinus. A Roma gli venne consegnata, dunque, la tavola. Le formulazioni del decreto sono abbastanza generiche, per cui è difficile stabilire quali meriti Demetrio si fosse procacciato presso gli Agrigentini. Forse egli si adoperò come intermediario tra gli ambasciatori Agrigentini e i Senatori, magari offrendogli anche ospitalità. Il documento agrigentino, cui vanno aggiunti anche altri decreti di proxenia coevi, provenienti da città siceliote, rivela la sopravvivenza dell’istituto della proxenia in epoca di dominazione romana. Esso dovette adattarsi al concetto romano di amicitia e, per questo, riuscì a suscitare vivo interesse nel mondo romano.

Akragas romana: topografia e urbanistica

Il cosiddetto Tempio di Eracle è il primo grande edificio cultuale costruito ad Akragas. Anche se viene fatto risalire alla fine del VI sec.a.C., non si può escludere che esso risalga all’età teroniana, soprattutto per le innovazioni che presenta rispetto all’architettura canonica del VI sec.a.C. L’edificio, che si suppone fosse dedicato ad Eracle in base ad una citazione ciceroniana (Verrine, II, 4, 94), sorge sul costone roccioso ad est della Porta Aurea. L’età teroniana è caratterizzata da grandi opere pubbliche, dovute, soprattutto, alla grande quantità di denaro e di schiavi che affluì nella città all’indomani della battaglia di Himera (480 a.C.). Significativa e celebrata dalle fonti (Diodoro S., XI, 25,4; XIII, 82,5) è la Colimbetra, un enorme peschiera extraurbana collegata all’acquedotto di Feace e popolata da pesci ed uccelli acquatici. Diodoro ne ricorda le proporzioni gigantesche: perimetro di 7 stadi (m 1243 ca.) e profondità di 20 cubiti (m 9 ca.)! Sotto Terone fu, se non iniziata, quanto meno progettata la costruzione dell’Olympieion.

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