Il Tempio di Eracle

Il Tempio di Eracle è dorico, esastilo, periptero, costruito in calcare locale. La sua attribuzione ad Eracle discende da una testimonianza di Cicerone (Verr., II 4,43), il quale afferma che “non lontano dal foro” sorgeva un tempio dedicato all’eroe.
L’agora, sulla base di Livio (XXVI, 40, 8, 9) era ubicata immediatamente a nord. La ricerca archeologica ha rivelato come il Tempio di Eracle sia il più antico dei templi acragantini. Viene infatti fatto risalire agli ultimi anni del VI sec. a.C., ciò in base all’osservazione di alcune sue caratteristiche architettoniche: il lungo basamento (m 67,06 x 25,08 allo stilobate), il rapporto tra le colonne delle fronti e dei lati (6 x 15), l’echino delle colonne di forma espansa, la cella, con pronao ed opistodomo in antis, di forma stretta e allungata. Il tempio riflette una transizione tra vecchio e nuovo: elemento dell’arcaismo occidentale è la struttura periptera di 6 x 15 colonne; la disposizione simmetrica con pronao ed opistodomo, nonché l’assenza di adyton, preannunciano invece elementi classici peloponnesiaci. Una questione insoluta legata al tempio è quella della trabeazione. Dagli scavi archeologici, infatti, sono emersi vari resti di due trabeazioni complete, ma sostanzialmente diverse sia nelle decorazioni che nei particolari della decorazione: una sima in pietra corredata di maschere leonine databile al 450-440 a.C.; altre teste di leone che sporgono da una piccola lastra, risalenti al 470-460 a.C., sprovviste di cornice. Se appare evidente che la trabeazione maggiore appartenne alla peristasi, per quella minore si sono proponibili due chiavi di lettura: o che essa fosse parte delle fronti della cella oppure che fosse all’interno della cella presupponendo, però, che il tempio fosse ipetro, ovvero a cielo aperto. Da osservare, infine, che nessuna delle gronde pare accordarsi con l’età originaria del tempio. E’ probabile che all’originaria sima fittile policroma, si sia sostituita più tardi proprio la sopra menzionata sima con docce a testa leonina. Si nota la presenza, tra il pronao e la cella, di torri scalarie per l’accesso al tetto, caratteristica poi di tutti i templi edificati ad Akragas, ed in Sicilia. Durante l’età romana, la parte occidentale della cella fu tripartita, forse perché l’edificio fu destinato al culto di una Triade Divina.
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