La Collina dei Templi:
Il santuario delle Divinità Ctonie
Demetra e Persefone, madre e figlia, protettrici della fecondità della natura e dell’uomo, erano venerate come coppia divina e chiamate divinità ctonie, ovvero divinità della terra. Il loro culto era diffuso in tutta la Sicilia. Gli autori antichi definivano l’Isola“dono di nozze a Persefone da parte di Zeus” (Pindaro, Nemea I, 13; Diodoro Siculo V, 2, 3) e la stessa Akragas era detta “la terra di Persefone” (Pindaro, Pitica XII, 1-2). Nel settore occidentale della Collina dei Templi, a partire dal quartiere di abitazioni ad ovest del Tempio di Zeus, si estendeva una immensa area sacra dedicata al culto delle due dee, suddivisa in tre distinti terrazzi che complessivamente occupano circa un terzo della collina sacra.
II fase: nei primi decenni del V sec. a.C. era stato costruito il muro di temenos nord-sud che piegava ad angolo verso ovest e in tal modo separava l’area sacra alle divinità ctonie all’adiacente quartiere abitativo pertinente al santuario di Zeus. Successivamente, nel corso del V sec. a.C. il tempietto fu modificato con l’aggiunta di un vano ad est del pronao (vestibolo) e di un recinto con nicchie e pilastri sul lato nord. III fase: dopo la distruzione cartaginese, nel corso del IV sec. a.C. le rovine degli edifici furono livellate e l’area fu sopraelevata con un lastricato costituito da blocchi e lastroni di arenaria posti anche l’interno del tempietto, nell’area antistante e nell’edificio della lesche ormai abbandonato. I limiti est e nord del santuario furono nuovamente delineati con la costruzione del “portico a L” composto da due bracci di lunghezza diseguale, nord-sud e est-ovest, costruiti rispettivamente sopra il muro di temenos e la lesche arcaica. L’edificio ellenistico senza dubbio rivestiva principalmente la medesima funzione di muro di temenos, costituendo un limite per l’area sacra. Mancano all’interno e all’esterno di esso tracce dell’esistenza di colonnati e anche per questo motivo il nostro edificio, concepito come un portico chiuso è da interpretare come katagogion-hestiatorion cioè luogo di sosta e di alloggio dei devoti e per la consumazione dei pasti sacri.



Il culto tesmoforico
I tre settori sopradescritti si presentano come un complesso santuariale unitario sia dal punto di vista topografico sia da quello cultuale e la destinazione tesmoforica dell’area sembra incontestabile. D’altra parte anche una fonte letteraria,
Polieno, in un passo relativo alla tirannide di Falaride cita l’esistenza della celebrazione delle festività in Akragas. Anche materiali votivi rinvenuti non lasciano dubbi. Oltre la splendida testa marmorea di Demetra rinvenuta all’interno di una delle cisterne del santuario sono numerosissime le statuette che raffigurano le offerenti con il porcellino e le statuette di Atena Lindia, caratteristiche dei santuari arcaici demetriaci, come pure i vasetti miniaturistici, le lucerne e i vasi miniaturistici che costituivano le offerte più frequenti per le dee; inoltre la presenza in numero rilevante di lucerne lascia ipotizzare il carattere notturno dei rituali praticati. Le Tesmoforie erano solenni festività religiose celebrate ogni anno esclusivamente da donne sposate e diffuse in tutto il mondo greco, delle quali possediamo preziose informazioni dalle fonti letterarie. Le feste, che si svolgevano nell’arco di tre distinte giornate, riproponevano le vicende mitiche delle due divinità ctonie. Secondo il mito, Persefone era stata rapita dal dio degli inferi Ade mentre raccoglieva fiori insieme alle ninfe ed era stata costretta a divenirne sua sposa e a soggiornare sottoterra. A seguito di ciò sulla terra si erano interrotti i ritmi naturali che erano presieduti dalle due divinità. Demetra, dopo avere a lungo vagato alla ricerca della figlia, era riuscita ad ottenere che ella trascorresse metà dell’anno con lo sposo e la restante con la madre, cosicché fossero ripristinati i cicli stagionali della natura sulla terra.
Polieno, in un passo relativo alla tirannide di Falaride cita l’esistenza della celebrazione delle festività in Akragas. Anche materiali votivi rinvenuti non lasciano dubbi. Oltre la splendida testa marmorea di Demetra rinvenuta all’interno di una delle cisterne del santuario sono numerosissime le statuette che raffigurano le offerenti con il porcellino e le statuette di Atena Lindia, caratteristiche dei santuari arcaici demetriaci, come pure i vasetti miniaturistici, le lucerne e i vasi miniaturistici che costituivano le offerte più frequenti per le dee; inoltre la presenza in numero rilevante di lucerne lascia ipotizzare il carattere notturno dei rituali praticati. Le Tesmoforie erano solenni festività religiose celebrate ogni anno esclusivamente da donne sposate e diffuse in tutto il mondo greco, delle quali possediamo preziose informazioni dalle fonti letterarie. Le feste, che si svolgevano nell’arco di tre distinte giornate, riproponevano le vicende mitiche delle due divinità ctonie. Secondo il mito, Persefone era stata rapita dal dio degli inferi Ade mentre raccoglieva fiori insieme alle ninfe ed era stata costretta a divenirne sua sposa e a soggiornare sottoterra. A seguito di ciò sulla terra si erano interrotti i ritmi naturali che erano presieduti dalle due divinità. Demetra, dopo avere a lungo vagato alla ricerca della figlia, era riuscita ad ottenere che ella trascorresse metà dell’anno con lo sposo e la restante con la madre, cosicché fossero ripristinati i cicli stagionali della natura sulla terra.