La Colimbetra e il sistema degli acquedotti
La Colimbetra si trova presso l’estremità occidentale della Collina dei Templi, all’interno di un taglio naturale che divide l’area del Santuario delle divinità ctonie dal Tempio di Vulcano. Tradizionalmente identificata sulla base di un’interpretazione di un passo di Diodoro Siculo (XI, 25) che fornisce la descrizione di una magnifica piscina in cui sboccavano gli acquedotti “feaci”. Essa appartiene al complesso sistema di acquedotti e svolgeva la funzione di una grandiosa vasca di raccolta idrica. In essa confluiva la complessa rete di opere ipogeiche che attraversava la città per garantire l’approvvigionamento idrico e forse anche a scopi difensivo-militari. Secondo la tradizione fu realizzata nella prima metà del V sec. a.C. e fu un fertile orto e frutteto oltre che florido vivaio di specie animali. Già all’epoca di Diodoro era abbandonata e soltanto nel XII secolo fu ripresa la coltivazione della canna da zucchero alla quale si aggiunse, nel tempo, la coltivazione di agrumi. Oggi la Colimbetra costituisce un grandioso giardino di cinque ettari nel quale si condensa tutto il paesaggio agrario e naturale della Valle dei Templi con piante appartenenti alla macchia mediterranea (mirto, lentisco, terebinto, euforbia, ginestra) e un ampio agrumeto con limoni, mandarini e aranci. Dalla Colimbetra, le canalizzazioni sotterranee risalivano dalla valle sino alla parte alta della città come la rete ipogeica che si trova presso la Collina di Girgenti e quella che conduceva alla Rupe Atenea e che sbocca in una fontana ancora attiva.
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